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LA DIFESA ANTIBRINA

I ritorni di freddo primaverili sono un evento abbastanza frequente nelle nostre valli e possono arrivare a causare danni quali/quantitativi anche importanti alla produzione. Le gelate tardive possono avvenire per:
  • Irraggiamento: fenomeno causato dalla cessione notturna di calore nell’atmosfera, da parte di terreno e vegetazione. Questo tipo di gelate sono solitamente le più frequenti e si manifestano con cielo sereno, aria secca e assenza di vento. Si verificano soprattutto nel fondovalle o in alcune zone di collina pianeggianti o in depressione, dove l’aria fredda si accumula progressivamente, determinando un abbassamento della temperatura.
  • Avvezione: dovute all’arrivo dall’Europa nord orientale di grandi masse di aria fredda e sono caratterizzate dalla presenza di vento, anche forte. Queste gelate sono particolarmente pericolose perché, quando cessa lo spirare del vento, avviene un repentino e sensibile abbassamento della temperatura. Si verificano anche in zone dove il gelo normalmente non crea problemi (es.collina e montagna).

Le regole per effettuare un’efficace irrigazione antibrina sono legate a:
  1. quantità di acqua che trasformata in ghiaccio deve essere sufficiente per liberare abbastanza calore da riscaldare l’ambiente del frutteto (è infatti il calore che si libera dal congelamento che protegge il fiore e non la copertura di ghiaccio che lo isola)
  2. distribuzione dell’acqua che deve essere continua e regolare perché la trasformazione in ghiaccio deve avvenire continuamente (3-3,5 mm/ora), essendo l’origine del calore;
  3. condizioni atmosferiche che devono essere caratterizzate da vento assente o molto debole (velocità inferiore a 1 m/s) e alta umidità; in quanto il vento e un’umidità relativa bassa determinano maggiore evaporazione con ulteriore perdita di calore.

MELO

Il periodo di maggior rischio per le gelate primaverili sul melo va dalla fase fenologica di mazzetti affioranti fino all’allegagione.
Le gelate tardive possono compromettere la resa quantitativa ed il livello qualitativo delle produzioni, oltre a provocare squilibri vegetativi nel frutteto (carenza di produzione ed eccesso di vigore). Le mutate esigenze qualitative, l’assetto varietale e la tipologia di impianto, inducono a prestare una maggiore attenzione al problema. Varietà quali Gala, Modì, Red Delicious, Braeburn e Pink Lady risultano più sensibili della Golden.
Oltre all’aspetto legato alla varietà, la sensibilità della pianta al gelo dipende fortemente dallo stadio fenologico in cui essa si trova. Le soglie consigliate per l’azionamento del sistema antibrina si alzano a mano a mano che ci si avvicina alla fioritura, per raggiungere la soglia di 0°C da inizio fioritura in poi (vedi tabella temperature di azionamento).
Quanto maggiore è la superficie irrigata, tanto minori sono gli effetti del raffreddamento causato dall’evaporazione. E’ quindi importante il coinvolgimento di tutti gli agricoltori della zona e il loro raccordo per un azionamento congiunto degli impianti.
Per determinare il momento in cui iniziare l’irrigazione antibrina è importante la lettura del termometro a bulbo bagnato, che rispecchia la temperatura all’interno dei tessuti vegetali. L’impianto antibrina va azionato prima che la temperatura degli organi vegetativi scenda sotto la soglia di congelamento, tenendo conto della tabella proposta riferita agli stadi fenologici.
Si raccomanda di:
  • controllare per tempo la funzionalità dell’impianto di irrigazione e la disponibilità d’acqua alla fonte di approvvigionamento;
  • consultare frequentemente le previsioni meteo e i dati di rilevamento delle centraline;
  • verificare la corretta taratura dei termometri e controllare che il termometro a bulbo bagnato sia sempre imbevuto d’acqua. Il termometro bagnato dovrà essere collocato ad una altezza da terra di 50-60 cm e fuori dalla chioma della pianta;
  • in presenza di vento con velocità superiore a 1 m/s non è consigliabile azionare l’impianto. Appena il vento cessa, la temperatura si abbassa rapidamente e si deve essere pronti per attivare l’irrigazione antibrina;
  • Modì, Gala, Fem 8, Pink Lady e altre varietà sensibili già allo stadio di mazzetti affioranti possono subire danni qualitativi (rugginosità), pertanto si consiglia di porre particolare attenzione alle indicazioni sopra riportate e alla temperatura di azionamento;
  • non appena la temperatura misurata con il termometro a bulbo bagnato all’esterno della zona irrigata raggiunge nuovamente il valore di 0°C (che solitamente coincide con il sorgere del sole), è possibile disattivare l’impianto

TEMPERATURE UMIDE ALLE QUALI VA AZIONATO L’IMPIANTO IN FUNZIONE DEGLI STADI FENOLOGICI

Orecchiette di topo

Temperatura -4° C
Mazzetti affioranti

Temperatura -2° C
Bottoni rosa

Temperatura -2° C
Mazzetti divaricati

Temperatura -2 ° C
Inizio fioritura

Temperatura 0 ° C
Fioritura/sfioritura

Temperatura 0° C

CILIEGIO


Il periodo di maggior rischio per le gelate primaverili per il ciliegio va dalla fase fenologica di gemme ingrossate fino ad accrescimento frutto, con possibili riflessi negativi sulla quantità e qualità delle produzioni. L’introduzione di portainnesti medio deboli ha consentito una conduzione intensiva degli impianti, ma abbassando l’altezza delle piante, le ha rese più sensibili ad eventuali danni da gelo.
Alcune varietà in particolare si sono dimostrate molto sensibili già allo stadio di ingrossamento gemme.
Ad esempio Kordia si è dimostrata più sensibile di Regina, Schneiders, Sylvia come riportato nel grafico.



Danni precoci sui fiori

Danni su frutticini appena formati

L’irrigazione antibrina soprachioma è l’unica tipologia che consente una protezione ottimale nel caso di gelate per irraggiamento. Considerati gli elevati fabbisogni idrici non sempre disponibili, è necessario ricorrere a pozzi o a bacini artificiali per la raccolta dell’acqua necessaria. Su ciliegio, in fioritura si possono avere rotture di rami e branche nel caso di eccessivo carico di ghiaccio. La difesa antibrina attuata solo su microzone o singoli appezzamenti non fornisce gli stessi risultati rispetto a quando viene eseguita su vaste superfici. Inoltre ripetute bagnature della parte aerea possono favorire problemi sanitari (es. batteriosi, monilia)

TEMPERATURE UMIDE ALLE QUALI VA AZIONATO L’IMPIANTO IN FUNZIONE DEGLI STADI FENOLOGICI

Rottura gemme

Temperatura - 1.5 °C
Bottoni visibili

Temperatura -1.5 °C
Separazione dei bottoni

Temperatura -1.5 °C
Inizio fioritura

Temperatura 0°C
Piena fioritura

Temperatura 0°C
Fine fioritura

Temperatura 0°C
Allegagione

Temperatura 0°C
Scamiciatura

Temperatura 0°C
Accrescimento frutto

Temperatura 0°C

Difesa antibrina sottochioma

Il metodo consiste nel bagnare, tramite la microirrigazione con impianti a spruzzo sottochioma, solo l’interfilare inerbito e non la chioma degli alberi. Il calore ceduto dall’acqua nella fase di passaggio da liquido a solido contrasta la perdita di calore per irraggiamento dal terreno. Il manto erboso costituisce il supporto su cui ghiaccia l’acqua di irrigazione: più alta è l’erba e maggiore è la superficie di scambio del calore prodotto. Il miglior rendimento si registra in prossimità del suolo e decresce con la quota, fino ad annullarsi a circa 3.5 - 4 metri di altezza. Sono da preferire i microirrigatori dinamici e non statici. Richiede pluviometrie inferiori all’irrigazione soprachioma, in generale sono sufficienti circa 2-2,5 mm/ora.
Questo sistema presenta una discreta efficacia in caso di gelate per irraggiamento, contrastando l’abbassamento termico di circa 2°C; è comunque meno efficace rispetto all’aspersione classica. Da valutare in previsione di gelate intense di abbinare, oltre alla difesa antibrina sottochioma, anche l’apertura dei teli antipioggia, specie in fioritura, allo scopo di attenuare perdite di calore. Questo comporta dei rischi di tenuta dell’impianto, se si verificano nevicate successive alle gelate.
Qualora non sia presente l’irrigazione antibrina un’altra possibilità, ancora poco utilizzata nei nostri ambienti, è data dall’uso di candele a base di paraffina, o altro materiale, che permettono di innalzare di qualche grado la temperatura nel frutteto solo nel caso di gelate per irraggiamento. Questo metodo risulta più efficace se abbinato all’apertura dei teli antipioggia per evitare la dispersione del calore. Questo sistema è abbastanza dispendioso (servono fra le 200 e le 400 candele/ha) e la loro durata è limitata a circa una nottata.

SERVIZI PER GLI AGRICOLTORI

La Fondazione Mach prevede vari servizi che l’agricoltore può usare per gestire al meglio il fenomeno delle gelate.
Queste informazioni sono disponibili agli utenti che aderiscono ai servizi FEM (consulenza, messaggistica, servizi web) sia tramite le cooperative sia in forma autonoma (privati).

SERVIZI di ALLERTA (SMS automatici).

  • SMS con bollettino di Meteotrentino di previsione di freddo. Il bollettino viene anche pubblicato con maggior dettagli sul sito web https://meteo.fmach.it e sul sito di Meteotrentino.
  • SMS di allarme direttamente dalla stazione meteo (verificare le stazioni abilitate) al raggiungimento di una soglia definita in base alla fase fenologica. L’elenco delle stazioni abilitate per ogni utente (massimo 3 stazioni) è visibile al sito https://meteo.fmach.it effettuando il “login” e accedendo al menu “gelate”.

SERVIZI di MONITORAGGIO

Questi servizi prevedono che sia l’operatore ad accedere a Internet, inviare SMS o usare l’APP per smartphone per controllare nel tempo la temperatura ed il vento della/e stazioni interessate.
  • SMS
    E’ disponibile il servizio di richiesta dati di temperatura bulbo asciutto/bagnato e velocità del vento via SMS tramite il servizio “Meucci”.
    E’ sufficiente inviare un sms al numero 3351019034 con il testo “QGEL xx” dove xx è il numero della stazione (Esempio “qgel 59” richiede i dati delle ultime due ore con passo 15 minuti della stazione di Aldeno).
  • WEB - sito internet https://meteo.fmach.it Accedendo al sito ed effettuando il login con le proprie credenziali dell’area riservata Fmach si può accedere al menu “GELATE” dove sono disponibili informazioni sulla gestione gelate:
    • Guida all’utilizzo del sistema “Meucci”
    • Grafici dei termometri asciutto e bagnato (psicrometro)
    • Grafici in tempo reale “automatici” che visualizzano le temperature (asciutto e bagnato) e velocità del vento delle ultime ore con aggiornamento ogni 2 minuti
    • Tabelle con la previsione della minima notturna per le varie località
  • APP per smartphone La FEM ha sviluppato una APP (Android e Iphone) per poter visualizzare i dati delle stazioni meteo compresa la temperatura bulbo asciutto e bagnato per le stazioni abilitate (massimo 3) (figura 1). L’applicazione si chiama “FEM Dati Meteo Trentino” ed è disponibile sia sul play store di Google che sull’Apple store (link e info sul sito https://meteo.fmach.it) I dati sono aggiornati normalmente ogni 15 minuti, mentre quando la temperatura scende sotto i + 5° C, l’aggiornamento avviene ogni 5 minuti. Tramite il menu “Extra” è possibile visualizzare i grafici di vento, temperatura al bulbo asciutto e bagnato con aggiornamento ogni 2 minuti
Solo per la versione android è possibile installare anche un widget che visualizza in tempo reale e con aggiornamento automatico anche il dato di temperatura bulbo asciutto e bagnato. Nelle impostazioni si può impostare la propria soglia di attenzione in modo che il widget segnali in rosso quando la temperatura di soglia viene raggiunta (vedi figura 2).


figura 1

figura 2